Abstract: La classificazione europea PEGI si applica ai videogiochi, definendone l’applicazione alle varie età sulla base dei contenuti. E’ un importante elemento di garanzia ma non può sostituirsi all’attenzione del tutor educativo.

La sigla PEGI (Pan European Game Information) si riferisce al sistema di classificazione dei videogiochi adottato da gran parte delle nazioni europee a partire dal 2003. In tempi più recenti tale classificazione è stata estesa anche ad altri prodotti/applicazioni come ad esempio le app per i cellulari.
L’intento è quello di fornire ai consumatori (genitori sopratutto) un’immediata indicazione rispetto all’idoneità dei contenuti dei vari prodotti, senza dover necessariamente visionarli prima dell’acquisto.
La classificazione PEGI fa riferimento alla presenza o meno di immagini violente, linguaggio scurrile, riferimenti od immagini palesemente sessuali, ecc.

Sinteticamente PEGI esprime la sua valutazione in due livelli: le etichette ed i descrittori di contenuto. Le etichette mediano un messaggio riferito al contesto complessivo dell’opera, definendone l’applicazione dei contenuti, riferibile all’età anagrafica, mentre i descrittori evidenziano la presenza certa di alcuni elementi come linguaggio esplicito, immagini sessuali, eccetera.

La prima classificazione è così descrivibile (per maggiori dettagli consultare il sito di riferimento PEGI):

  • PEGI 3: adatto a tutte le età.
  • PEGI 7: Sono accettabili forme di violenza molto lieve.
  • PEGI 12: Violenza leggermente più esplicita.
  • PEGI 16: Violenza ed attività sessuale simile a quello della vita reale. Linguaggio scurrile contenuti come droga, uso del tabacco, droghe illegali ed alcol.
  • PEGI 18: Materiale per soli adulti. Violenza grave ed immotivata anche su soggetti indifesi. Invito all’uso di droghe illegali ed attività sessuale esplicita.

I descrittori di contenuto (per maggiori dettagli consultare il sito di riferimento PEGI):

  • VIOLENCE: Gioco contenente atti di violenza.
  • BAD LANGUAGE: Linguaggio scurrile presente nel gioco.
  • FEAR: Contenuti che possono spaventare i bambini più piccoli.
  • GAMBLING: I contenuti si riferiscono al gioco d’azzardo.
  • SEX: Presenza di elementi di natura sessuale.
  • DRUGS: Viene mostrato l’uso di sostenze quali alcol, tabacco, droghe illegali.
  • DISCRIMINATION: Presenza di elementi di natura etnica, religiosa, nazionalistica che potrebbero fomentare l’odio.

Occorre precisare che nel vasto campo dell’educazione esistono molte sfumature rispetto all’accettabilità o meno di alcuni elementi presenti nei videogiochi. Per esempio alcuni tollerano le scene in cui vengono uccisi animali per divertimento mentre altri, con maggiore sensibilità, non consentono l’uso, da parte dei loro figli, dei videogiochi che le contengono.
Anche altri elementi di natura etnico-religiosa, razziale, sessuale, ecc. non possono essere accettati solo sulla base di una classificazione, per quanto essa costituisca un buon punto di partenza.

La classificazione PEGI rappresenta dunque un importante strumento a tutela dei minori attraverso l’informazione fornita ai referenti educativi (genitori, tutors, insegnanti, ecc.) ma non sostituisce il controllo pedagogico degli stessi. Occorre dunque mettersi accanto ai propri figli ed insieme osservare, comprendere, spiegare.

Filmato iconico ed esplicativo del processo di valutazione PEGI (dal sito PEGI)

Per maggiori informazioni:
Sito PEGI
Wikipedia

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