La mia storia

Ciao, mi chiamo Lee Flyn e ho 16 anni. Io e la mia migliore amica Charlie siamo nati lo stesso giorno, alla stessa ora a Los Angeles, California. le nostre mamme , migliori amiche fin da piccole, ci hanno cresciuto come gemelli. Ricordo poco dell’infanzia, solo che in poco tempo io e Charlie siamo diventati inseparabili e con una passione in comune: il ballo.
Bene, ora che sapete qualcosa di me opportuno che conosciate tutta la mia storia. Me lo ricordo. Lo ricordo benissimo, era il 13 settembre 2018. All’epoca ero un quattordicenne molto estroverso e quel giorno, quel giorno!…non sarebbe stato normale. Andai a prendere Charlie davanti casa e andammo insieme in bici verso la scuola. Era il mio primo giorno di scuola superiore, ero così ansioso di conoscere nuove persone e di entrare nella mia nuova scuola, ma tutto andò per il verso sbagliato. Arrivai a scuola, felicissimo, gli insegnanti ci fecero fare un giro di tutto l’edificio, così da conoscere bene tutti gli spazi. Visitammo l’aula magna, numerose classi e i servizi igienici, ma d’un tratto mentre parlavo con Charlie, la collaboratrice scolastica mi disse che aveva bisogno di me. Mi portò dentro uno stanzino da dove non riuscii più ad uscire. Fu lì che inizio il mio viaggio nel tempo, dentro lo stanzino inizio a mancare l’aria , iniziai a sentire il vuoto e cominciò a colorarsi tutto di giallo, poi tutto buio.
Mi svegliai, accanto a me c’erano tutti individui molto scuri e primitivi avevano tutti delle lance e mi guardavano come se fossi stato un alieno, poi mi girai, vidi accanto a me Charlie, ci guardammo, ma eravamo troppo debolì. Molto stanchi, dormimmo e solo dopo ci accorgemmo di come la situazione era grave! Passarono alcune ore, fui svegliato da una persona molto misteriosa, ero dentro una capanna, vicino al mare, ero molto stordito, non capivo cosa stesse succedendo, ma ecco che accanto a me vidi Charli, eravamo molto scioccati. Gli chiesi «dove siamo? e soprattutto che ci fai qui?». Lei mi disse che era incosciente ma che quando ha visto la bidella scomparire subito dopo avermi portato nello stanzino, ha aperto la porta che stranamente io non riuscivo ad aprire ,ed ero svenuto ma subito dopo, anche lei si sentì svenire e si ritrovava accanto a me in questa situazione. Non capivamo assolutamente nulla, ma poi, ci accorsimo che si trattava dell’America, un America del 1500, le persone che ci avevano salvato, erano ignote, ed eravamo soli, in una capanna, in un altra epoca, in Messico.
Charlie, scoppiò a piangere, ma risollevati, uscimmo dalla capanna, e l’America si presentò a noi, una vasta vegetazione, lunghe coste, animali sgargianti, era una meraviglia, un paradiso, uccelli, profumi e colori dei fiori ci circondavano! Eravamo nel Messico, lo Yatucan, ed eravamo ben informati sull’argomento dato che avevamo studiato quei popoli l’anno precedente. Erano forse la civiltà americana più antica; erano pieni di città stato governate da re o sacerdoti, avevano una scala piramidale, praticavano agricoltura e commercio, possiedono un alfabeto usavano lo zero ed erano molto informati sul cielo, possiedono numerosi tempi, credono in molti dei e per loro i sacrifici sono importantissimi! Il fatto era, come tornare a casa? Non conoscevamo risposta. Camminammo a lungo sulle coste per trovare un modo per tornare a casa, nonostante quello era un posto bellissimo, avevamo paura ed eravamo due quattordicenni soli e innocui, avevamo perso i telefoni, ogni cosa, avevamo solo dei vestiti. passarono ore e ore e ormai era notte, eravamo in una foresta quando una persona ignota ci indico un tempio in cui si compivano miracoli. Potevamo provare a chiedere di tornare a casa! Quindi, molto ansiosi, arrivammo nel tempio velocissimamente e li trovammo un vecchio molto saggio che ci indico alcune azioni da compiere per ricevere il miracolo. Dovevamo trovare dell’acqua santa vicino la costa ,portarla nel tempio e recitare una formula. Io e Charlie, senza perdere tempo ,nel cuore della notte. Eravamo in cerca di un pizzico di acqua santa, ore e ore a cercare, fino a quando, in mezzo a una palude, Charlie cadde in un buco ed io con lei. Eravamo in una caverna molto scura, dove però forse c’era ciò che stavamo cercando. Non c’era modo di uscire dalla caverna. l’unica opzione era di risalire dal buco, ma era impossibile. Era troppo ripido, rassegnati ormai e bloccati nella caverna, ci addormentammo. al risveglio, ci accorgemmo che davanti a noi c’era una piccola fontana, piena di acqua limpidissima, avevamo lo stesso pensiero, era acqua santa. Riempimmo una boccetta di quell’acqua. Non eravamo certi fosse santa, ma dovevamo provare. Restava il fatto che non sapevamo come tornare all’aperto. D’un tratto, però ,ci ritrovammo vicino al saggio, che non disse una parola, spiegò solo cosa dire. Eravamo scioccati, come eravamo arrivati lì? Come? il saggio disse, pronunciate questa parole, «truefriend» pronunciammo le parole e ci bagnammo la fronte di acqua santa ,come detto da lui, il resto, lo lasciammo agli dei del tempio…..«bene, ora tornate a casa ,miei cari» disse il saggio, una luce immensa ci travolse e poi…..scuola, eravamo in classe, sconvolti, ma per fortuna eravamo nella nostra città!, Non parlammo a nessuno di quella avventura, nemmeno ai nostri genitori, che spaventati avevano già denunciato la scomparsa alla polizia. La bidella era invece scomparsa. Non c’era prova, di dire che eravamo stai portati in Messico da una bidella ,saremmo sembrati dei pazzi, e così usammo la scusa di essere andati a casa di un amico dopo la scuola e di aver perso il telefono. E’ da allora che io e Charlie siamo ancora più legati e custodiamo questo piccolo ricordo e segreto, che non scorderemo mai!
Abbiamo imparato che anche i viaggi sconvolgenti insegnano qualcosa.

Alessandro C.

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