di Loris Salina (a)

Abstract: L’esperienza di un infermiere in Sudan, tra la miseria e la ricchezza di una grande esperienza umana.

Otto anni dopo la mia prima missione in Afghanistan, nel 2012 parto per il Sudan, sempre con Emergency.

In Sudan Emergency è presente con diverse strutture: l’Ospedale “Salam Center” aperto aprile 2007, la clinica pediatrica a Mayo, aperta dicembre 2005, la clinica pediatrica a Nyala nel Darfur e l’ospedale pediatrico a Port Sudan.

Mayo è una zona che si trova alla periferia di Khartoun (45 min di macchina). A Mayo c’è la clinica pediatrica di Emergency, dove ogni giorno vengono visitati molti bambini. Per alcuni di loro sarà necessario un day Hospital e pertanto si fermano in clinica. Mentre altri, che lo necessitano, vengono trasferiti negli ospedali governativi e quelli invece che hanno problemi cardiaci vengono al Salam Center.

Il “Salam Center”, la struttura più grande, si trova a Soba, a 20 km circa da Khartoum. E’ un’ospedale cardochirurgico composto da 3 sale operatorie, una terapia intensiva da 12 posti letto più 2 camere di isolamento. Non è un ospedale molto grande ma tra il reparto e la subintensiva sono in totale 48 i letti disponibili. L’OPD (Out Patient Departiment, quello che da noi è il pronto soccorso), l’emodinamica, la radiologia con la TAC, laboratorio analisi, palestra di fisioterapia, l’amministrazione completano una struttura dotata di quanto occorre per la gestione delle emergenze.

Dato il contesto territoriale, piuttosto esteso, in prossimità dell’ospedale è stata realizzata anche una casa per i parenti che vengono da lontano, per esempio dal Kenya o dal Darfur.

Nell’ospedale è presente uno staff internazionale di circa 50 persone, circa il 70% italiani, il resto di altre nazionalità.

Attorno all’ospedale il panorama non è dei migliori: a parte il Nilo che scorre lentamente, il paesaggio è desertico. Tante case diroccate o costruite a metà, poche strade asfaltate, tanta povertà e gente che fa la fame.

Khartoum che è la capitale (del Nord Sudan), città grande e povera, dove le strade principali sono asfaltate, con qualche bel palazzo, ma poche sono le case decorose e le strade laterali asfaltate.

Il clima è caldo a gennaio ci sono circa 25-30 gradi di pomeriggio, mentre al mattino e alla sera fa fresco. Mentre da marzo inizia a fare molto più caldo, intorno 40-45 gradi.

La patologia più frequente è la malattia reumatica cardiaca, conseguente alla febbre reumatica, che si manifestano poi con scompenso cardiaco. La cura è la sostituzione valvolare poiché sono le valvole cardiache ad essere danneggiate. E’ una patologia con un alta prevalenza, dovuta semplicemente alla mancata assunzione di antibiotici all’insorgere delle prime faringiti.

Il primo mese a Soba l’ho trascorso in reparto di sub intensiva, dove ci sono pazienti svegli, abbastanza autonomi, ma ancora in condizioni critiche. Per il resto della missione ho lavorato in terapia intensiva cardiochirurgica.

Durante il periodo che ho trascorso al Salam Center sono arrivati 8 bambini ruandesi accompagnati da un cardiologo, sempre ruandese, con modalità che prevedono il sostegno delle spese vive (volo, vitto, alloggio) da parte di Emergency.

Una volta dimessi dall’ospedale, hanno potuto soggiornare circa 1 mese nella “guest house” dell’ospedale, dove vengono effettuati i controlli della coagulazione per stabilizzare la terapia anticoagulante. Quando ritenuto opportuno rientrano a casa con l’indicazione di continuare i controlli ematici e la terapia prescritta. I pazienti non sono mai da soli, ma sempre accompagnati dai famigliari (il papà/mamma), anche loro sostenuti da Emergency.

Ogni sabato si fa “outreach”, consiste nell’andare in mezzo al vicino campo profughi per visitare i bambini. Viene allestito un ambulatorio sotto una tettoia e le persone del campo vengono avvisate con una macchina che va in giro annunciando la presenza di Emergency per le visite ai bambini. Si visita una media di 100 bambini al giorno, facendo prevenzione primaria che alla fine è quella più importante.

In Sudan, come in Afganistan tutti devono avere il diritto di ricevere delle cure gratuite e di qualità. Proprio qui in Africa, in Sudan, Emergency ha dimostrato che si può fare della medicina e chirurgia di qualità, per tutti e gratuita. Questo ospedale che con i suoi pregi e non poche difficoltà è un esempio di modello sanitario unico, come unica è stata la mia esperienza umana.

L’autore:

(a) DOTT. LORIS SALINA: Docente presso il Dipartimento di Scienze della Sanità Pubblica e Pediatriche dell’Università degli Studi di Torino ha conseguito il titolo di Laurea Magistrale in Scienze Infermieristiche e Ostetriche ed un Master di 1°livello in “Infermieristica in Area Critica”. Collabora da tempo con organizzazioni umanitarie in zone di guerra, operando in vari paesi del mondo.

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